La mia prima volta in Val di Fassa è stata a inizio anno. Da Bolzano a Vigo di Fassa (uno dei sette paesi della valle, gli altri sono Campitello di Fassa, Moena, Canazei, Mazzin, Pozzo di Fassa, Soraga) la strada è panoramica, pochissime le costruzioni, tanto bosco e a un certo punto, sulla destra, il Lago di Carezza, ghiacciato in questa stagione. Ottima premessa prima di scoprire un paese circondato dalle Dolomiti, perfetto per un weekend o una settimana bianca: gli impianti sono aperti fino al sette aprile per le skiaera Belvedere, Col Rodella, Alpe Lusia e San Pellegrino, mentre fino al primo aprile per le skiarea Carezza, Catinaccio, Buffaure e Ciampac.
Il giro in paese, che conta circa mille residenti e si trova nel punto più ampio e soleggiato della valle, si fa velocemente ed è qui che ho incontrato Roberto Lorenz e Lorena, marito e moglie che lavorano il legno (il primo) e lo decorano (la seconda). Il negozio è uno scrigno (posso solo immaginare cosa sia sotto Natale ma gli alberi in legno ci sono sempre, si chiudono, si appiattiscono e non ti viene voglia di metterli via). Ci sono quadri, statue di animali e tanti e tanti cuori. La Cianeva della sgnappa, girato l’angolo, è il mondo di Matteo Gabrielli, che ne produce 70 diverse, raccoglie le erbe in montagna ed è la guida migliore per capirne di più. Scendi tre gradini, fuori la neve o la primavera, e di assaggio in assaggio trovi il regalo da portare all’amic*. Ci sono anche i libri, uno in particolare è quello che racconta la vita di Tita Piaz (1879-1948), bisnonno di Matteo, leggendario alpinista della valle soprannominato il Diavolo delle Dolomiti.
Si chiama Olympic Spa Hotel e siamo alla seconda e terza generazione di figli e nipoti del fondatore Carlo Pellegrin, che di questo posto ha fatto e continua a fare il luogo ideale dove fermarsi per una cena ladina o un soggiorno benessere. Le nuove Natural Suite hanno un’architettura che si staglia nel cielo come un’altra montagna, non a caso l’hotel ha ricevuto il prestigioso Top Id Awarda 2024 con lo studio di architettura NOA che le ha progettate: guardano tutte Cima 12, si affacciano sul prato e hanno particolari pensati per un benessere olistico. Nelle quattro suite Te Bosch, per esempio, è stato ricavato all’interno un patio con pareti trasparenti, aperto in alto e con una betulla. D’inverno si può veder scendere la neve da entrambi i lati della stanza con la sensazione di stare in mezzo di un bosco. A me ha ricordato un giardino zen giapponese. Tutto è pensato per invitare l’ospite a riposare, leggere, passare da dentro a fuori dove alcove sospese rendono il tempo sospeso. Nel silenzio assoluto.
Curatissima anche la tavola, in cui è stato inserito anche il menu vegetariano Ort, mentre nella cena ladina ci sono il tagliere di salumi e formaggi, il canederlo allo speck trentino, i bocconcini di cervo in umido. Colazione all’altezza delle aspettative.
La Spa Te Jaga è aperta fin dal mattino alle 8, ha una piscina interna ed esterna, il bagno turco dove si svolge il rito del savonage, una sauna interna e un’altra esterna che ha per sfondo il bosco: all‘Aufguss ci pensa Alex, maestro di sauna. E poi c’è il Natural SPA Chalet, dove su piani diversi si trova una stanza per la doccia, una sauna col panorama sul Sassolungo, doccia emozionale, idromassaggio all’esterno, un divano in rete sospeso tra un piano e l’altro.
Tante le sedute per rilassarsi a disposizione nel corpo centrale della Spa fra cui lettini autodrenanti con forma a S che alleggeriscono le gambe mentre la schiena rimane distesa in modo corretto. Per la meditazione c’è Irene Deflorian, insegnante di Tai Chi e Qi Gong.
In circa 20 minuti da Vigo si raggiunge Colle San Margherita, altri dieci minuti di funivia e il panorama dolomitico è davanti a voi. Lo ricorda anche il menu del ristorante inAlto che si trova qui nel rifugio d’alta quota: prima l’elenco con l’infilata di montagne che si vedono dalle grandi vetrate (Sassolungo, Cristallo, Pelmo, Civetta) poi i piatti del menu: la schiacciata, la robiola ai tre latti con le patate, il menu Passeggiando in montagna o Passeggiando con lo chef, a sorpresa. E qui la sorpresa è una garanzia. «Una cucina condivisa con il paesaggio» dice lo chef Alfio Ghezzi, ricordando che siamo a 2.500 metri. C’è anche il menu Passeggiando con Marco Donazzolo, il restaurant manager, per abbinare vini e bevande al menu. Nella carta dei vini si dà la precedenza a viticoltori artigianali e birre locali. Non perdetevi gli amari!
A Vigo di Fassa Olympic Spa Hotel www.olympicspahotel.it
A Vigo di Fassa Olympic Spa Hotel: il ristorante è aperto anche agli esterni per una cena ladina o un menu vegetariano.
A Col Margherita InAlto www.inaltocolmargherita.it/ ristorante d’alta quota e di alta cucina. Da qui si scia o d’estate si fanno mountain bike (il ristorante ha ricariche per le bici) e passeggiate (montesanpellegrino.it).
Dolomiti Ski Jazz con la direzione di Enrico Tommasini. Dal 7 al 16 marzo le Valli di Fassa, Fiemme e Cembra ospitano 26 concerti sulle piste da sci, nei pub, nei teatri e nelle vie dei paesi. I concerti sono gratuiti tranne quelli nei teatri (www.fassa.com).